LE CATEGORIE
- Agiotonomastica(nomi dei santi)
Largamente diffusa e spesso in espansione nel tempo è la toponomastica fondata sulla intitolazione delle chiese, cioè sui nomi, spesso popolari e travisati, dei santi.
- Antroponimia(nome proprio di persona)
Individuazione dei toponimi prediali o fondiari; essi sono molto comuni e ci consentono di trarre sovente deduzione di ordine antropogeografico e storico circa il processo e l’intensità di romanizzazione –anus, ana.
– Servilius “Servigliano”
- Fitotoponimi(nomi di pianta)
La presenza antica di piante frattanto scomparse è a volte indiziata soltanto dal toponimo, per cui lo studioso del territorio ne deduce un mutamento del paesaggio, delle coltivazioni ecc.
– acer “acero”, alllium “aglio”, cannabis “canapa”, fagus “faggio”, farnus a “farnia”, segale, scopa “erica scopina”
- Idronimi ( nomi di corsi d’acqua) e Limnonimi (nomi di laghi)
Gli Idronimi hanno ricevuto un nome in epoca assai più antica degli oronimi. I nomi dei fiumi in Italia possono essere facilmente ascritti a strati linguistici antichissimi, forse anche preindeuropei.Tratti da radice indo-europea, sara “fiume ruscello”.
- Oronimi (nomi di monte)
Uno dei sistemi assai diffuso per attribuire ai monti ed alle loro particolarità delle designazioni che via via diventano ufficiali è costituito è costituito dal largo impiego di metafore. Esse possono essere suddivise in: antroponimiche, zoomorfiche e oggettuali o strumentali. Tra le prime ricordo Bocca, Bocchetta nel senso di valico stretto, campanile, mensa, pentola (depressione, dolina). I montanari cui spetta tale onomaturgia nutrivano un modesto interesse per visitare le località alpestri e si accontentano di denominare l’area montagnosa sino all’altezza dei pascoli. Per quanto riguarda le elevazioni montuose si può osservare che in genere i termini serra, corona e cresta.
- Zootoponimi (nomi di animali).
Ci sono nomi locali, che alludono a particolari pascoli di animali domestici che spesso sono caratterizzati da alcuni suffissi (ìle) e a specie di animali ora estinti.
Si riscontrano toponimi zoonimici che si riferiscono a fatti accidentali occorsi in determinate località o a particolari leggendari o aneddotici di cui non conosciamo nulla di sicuro (lo Zandarelli menzionava La Buca del Gallo)
-canis “cane”, capra “capra” cervus “cervo”, lupus “lupo”, porcus “porco”
-caprile, bovile, pecorile, porcile.
- Toponomastica urbana
Del castello cittadino si hanno menzioni tanto nei derivati di Castrum, quanto di castellum.
Nominati sono i mercati o fora. Non mancano i ricordi dei culti pagani ad esempio fanum
Nomi particolari hanno le porte, le mura, i canali, le fognature, le terme, le torri,le fontane, ponti, crocicchi, forca, Civita, Civitella, Villa.
Strada dei pagani delle volte si riferisce a popolazioni straniere.
Borgo nel senso di località fortificata.
- Toponomastica stradale e topografica
Le testimonianze di nomi locali ci tramandano le antiche distanze stradali e che sono di notevole ausilio per individuare la rete e il tracciato delle strade antiche unitamente ad altre indicazioni toponimiche di minore risalto, che alludono a deviazioni, incroci ecc. I nuclei di abitati si sono formati generalmente alla distanza di tre miglia o più (il miglio equivale a 1480 metri).
Tertius “terzo”, quartus “quarto”, quintus “quinto”.
Via Cupa (TA), Cupa (comune nel Lazio “strada incassata” o “luogo ombroso, oscuro”)
Quarto vicino al Comune di Gossolengo a sud di Piacenza da cui dista sei chilometri (1480 x 4)
- Toponomastica e numeri magici
Oltre al tre il numero che appare con insistenza è il sette.
- Toponomastica e mitologia
Nella toponomastica italiana non è difficile rintracciare spie di culti pagani, per cui tali ricerche risultano complementari per la storia delle religioni.
Tracce di Iuppiter/Iovis sono abbastanza frequenti: Montegiove (Sabbiano AR);
Ci sono anche derivati anche daMars –Martis; da Mercurius; i derivati di Minerva; è rappresentato anche Saturnus e Diana a Colle ‘a Jana (Verzino CZ) in aree in cui Diana assume il significato dell’antico italiano Jana e cioè strega.
- Toponomastica e il culto delle piante
I toponimi ci indiziano anche culti di piante particolari (specie l’olmo e il tiglio), venerazione dell’olmo e del tiglio in molti casi, anche il faggio, il leccio, la quercia e altre piante officinali tra le tante la Verbena officinalis.
- Toponomastica e le leggende
Tra i nomi di luogo fa spesso capolino il folclore locale con una serie di superstizioni, di tradizioni e di personaggi leggendari, spesso immortalati proprio dalla toponimia.
- Toponomastica e attività produttive
Forme di allevamento del passato, quali l’alpeggio e la transumanza, e i toponimi quali pecorareccia, porchereccia e caprareccia.
Collegata spesso alla pastorizia transumante è la pagliara (capanna per ricovero temporaneo);
PELLEGRINI Giovan Battista, Toponomastica Italiana. 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia. Ulrico Hoepli Editore L.s. Trento 1990.