FUOCO

Fuoco
Per Umberto Pestalozza,“la Potnia viveva la vita notturna del suo regno: impugnava una o due torce accese… in realtà le fiaccole nelle mani della Potnia operavano in due altri sensi, sviluppando da sé una virtù apotropaica e una virtù fecondatrice. Per mezzo del fuoco la dea purificava i suoi domini da ogni malefico influsso, e in pari tempo toccando con le fiaccole accese il terreno, le piante, gli animali, agitandole intorno a sé, avvolgendosi quasi in un’aureola di fiamme, la Potnia spargeva e infondeva dovunque innumerevoli germi di vita. E le popolazioni primitive e il folklore europeo conservano sopravvivenze visibilissime della fede nella magica potenza del fuoco.”
Per Anita Seppilli, “Solo in Atene avevano luogo le feste Promethie, movimentate da una corsa di fiaccole – la lampadedromia. Tale rito, che è riscontrabile anche fuori della Grecia, (ovviamente non dedicato a Prometeo) ha il significato di rinnovamento periodico del fuoco (e forse del sole e del cosmo); conservato accuratamente a lungo acceso date le difficoltà della riaccensione, era ritenuto infine contaminato, privo di forza e veniva perciò spento; per essere poi con la dovuta
solennità – ritualmente con lo strumento apposito, cioè, riacceso, risuscitato come fuoco nuovo sull’altare. A questa fiamma si accendevano le fiaccole che venivano portate di gran corsa ad ogni
santuario e ad ogni casa.” “…in Atene la lampadedromia iniziava presso l’altare di Prometeo,
dopo la solenne accensione rituale del fuoco nuovo; dopo aver acceso a questo fuoco le proprie fiaccole, le staffette, di gran corsa, passando per il quartiere degli artigiani, il Keramikos, e per tutta la città lo distribuivano rapidissimamente a tutti gli altari.”

Come osserva M.P. Nilsson e ripete L. Deubner, la rapida corsa che anima il rito è dettata dall’idea che il fuco conservato invecchia perdendo la sua carica vitale, e deve perciò essere rinnovato, ed anche recato con la maggior rapidità – da ciò la corsa – per giungere con tutte le energie agli altari dove quello vecchio era stato preventivamente spento. Alla corsa erano ovviamente impegnati i giovanissimi.”